Concepts

Difficile sintetizzare in poche righe un lungo percorso creativo che ha spaziato in molti ambiti. Sicuramente uno degli aspetti più rilevanti di Giuliana Traverso appare quello del rinnovamento e della ricerca. Al contrario di molti altri grandi della fotografia, infatti, non si è mai autocelebrata, non ha mai "clonato" se stessa ripetendo la cifra dei suoi successi per rendersi sempre più riconoscibile e identificabile.

Al contrario, la sua produzione sfugge le definizioni e sorprende continuamente, spaziando da interventi pittorici ed astratti, alla più dura crudeltà di implacabili reportages, dall'indagine rarefatta e intima di corpi silenziosi alla sensibilità impressionista dei viraggi, dalla mediaticità quasi televisiva dei miti alla partecipazione accorata per la vita degli umili e degli indifesi.

Tra le molte testimonianze critiche, una delle più emblematiche è quella di Flaminio Gualdoni, quando dice che "è fotografa, non fa fotografia (...) mi piace pensare alle foto di Traverso come a quelle di un'autrice che non fa saggistica fotografica, ma racconto: Per questo più difficile da definire, più impegnativa da guardare ma quanto, alla resa dei conti, più vera, e viva."

In questa verità intrinseca e ricerca di verità, (anche e forse di più quando usa l'artificio e la simulazione) vi è l'asse portante di una intera e variegata produzione artistica.

Le sue foto sono domande, come unicamente può essere un'impeccabile indagine sulla realtà. Domande a volte semplici, a volte molto difficili, ma unicamente perché rispecchiano la difficoltà del mondo. Domande, comunque, capaci di aprire uno spazio nell'osservatore: uno spazio che a volte è sospensione, a volte è angoscia e a volte è compensazione e pacificazione, ma in nessun caso mai elusione o induzione alla menzogna.

ultimo aggiornamento ott-2004